Warehouse 51: recensione e unboxing

0
Warehouse 51

Una fase di gioco a Warehouse 51

Tra i temi più ricorrenti nella letteratura, nel cinema, nelle serie tv e nei giochi da tavolo c’è sicuramente la famigerata Area 51. Warehouse 51, il gioco di carte di Bruno Faidutti, è ambientato proprio lì. Per la recensione lascio la parola ad Armando Intignano. Buona Lettura.

L’Area 51: questa conosciuta
Certo: per essere una zona segreta, nascosta, non localizzabile dai satelliti e probabilmente nemmeno esistente, sembra che tutti ne sappiano qualcosa. E dopo X-Files e Mistero, anche Bruno Faidutti ci ha fatto un giro, aprendone perfino uno dei magazzini.
In Warehouse 51 – gioco edito da Funforge e Passport Game Studios, portato in Italia da Pendragon Game Studio – vestiamo i panni ed apriamo i portafogli dei personaggi più ricchi e potenti del mondo del 2038 – dall’inquietante somiglianza con volti noti odierni… tanto il mondo gira e rigira ma non cambia mai -, che vede gli Stati Uniti d’America sull’orlo del fallimento, costretti a vendere le reliquie dell’umanità accumulate nei secoli e stipate proprio in uno dei magazzini dell’area più nascosta della Terra.
Come l’autore ha dichiarato su BGG, il nome del gioco non trae alcuna ispirazione dalla serie Warehouse 13. Tant’è, l’incipit sembra comunque essere il medesimo. Ad ogni modo, questo particolare non ha alcuna importanza, e nell’ipotesi peggiore ha trasportato alcuni fan dalla tv al tavolo di gioco, dove forse non avranno trovato ciò che si aspettavano, ma comunque qualcosa di interessante e godibile.
Warehouse 51 è un gioco di aste in cui, ad ogni turno, si concorre all’acquisto di un oggetto magico, un’arma, un artefatto, un tomo, appartenuti a divinità, personaggi della fantasia, antichi re, o protagonisti di miti e leggende dell’umanità. Suddivisi idealmente in quattro categorie – occidentali, europei, mediorientali ed orientali – questi reperti forniscono un punteggio utile per concorrere al primo o al secondo posto nell’ambito di ogni specifica categoria. In più, gran parte delle carte possiede un potere benefico o malefico, che impatta sul gioco e sulle scelte, creando anche qualche simpatica combo.

Warehouse 51 è un gioco di aste furiose

Warehouse 51 è un gioco di aste furiose

Ogni giocatore, inoltre, sa che alcuni oggetti in gioco sono dei falsi, e condivide questa conoscenza in parte con il giocatore alla sua destra, in parte con quello alla sua sinistra: questo contribuisce al crearsi di divertenti dinamiche di acquisto mirato, così come di rialzo della posta atto ad affibbiare a caro prezzo le patacche agli altri.

Il meccanismo più interessante è senza dubbio il pagamento delle aste, sia quelle aperte sia quelle nascoste (con il denaro a pugno chiuso, utilizzate esclusivamente per l’acquisto di armi): il giocatore che vince un’asta non paga il banco, bensì il giocatore alla sua sinistra! E questo accade sempre, anche se costui non ha affatto preso parte all’asta – per via del potere di qualche carta – oppure ha deciso di non puntare.

L’autore ha ammesso che questa regola è totalmente fuori ambientazione (perché mai dovrei pagare uno dei miei rivali durante un’asta?) ma è di grande importanza strategica: il denaro gira in maniera controllata tra i giocatori, che possono puntare ad averne di più per l’acquisto di reperti più appetibili per le loro mire finali.

Altre due regole completano il tutto: se si hanno pochi soldi si possono impegnare delle reliquie (anche nel bel mezzo di un’asta!) e, se qualche carta lo rende possibile, si possono certificare come veri alcuni reperti che si sa, o si presume, essere dei falsi.

Warehouse 51 è semplice e divertente, i poteri delle carte sono bilanciati, così come i loro punteggi, e l’inevitabile interazione tra i giocatori è goliardica – soprattutto per chi condivide la conoscenza di alcuni falsi… – ed appagante. Le carte (48 da 6.3 x 8.8 cm) e gli altri componenti sono ottimi, belli i disegni, l’ambientazione è a tratti zoppicante ma a favore di una meccanica funzionale ed abbastanza originale. E’ un filler da una quarantina di minuti, abbastanza longevo ed ottimo anche in 5 giocatori, vista la totale assenza di tempi morti.

Se state cercando un gioco di carte di lunghezza maggiore potete dare un’occhiata a First Class, se invece volete un gioco da tavolo più classico vi consiglio di dare uno sguardo a Lorenzo. Buona Lettura e Buon Gioco.

Segui Giochi & Giocatori su Facebook su Twitter e su Instagram

Share.

About Author

Leave A Reply