Modena Play 2017: considerazioni e giochi provati

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L’edizione 2017 di Modena Play è stata, per me, la terza presenza alla kermesse emiliana o forse la quarta. Mi perdonerete ma l’età avanza. Per gli organizzatori è stato un successo che conferma il trend dell’anno scorso. Modena Play è diventata grande, almeno per il numero di presenze, una crescita che porta con sé problemi e prospettive. Per quanto riguarda le prospettive Modena Play potrebbe evolversi e diventare il punto di riferimento per i giochi da tavolo in Italia. Vanno, però, risolti alcuni problemi secondo me essenziali. Gli spazi della fiera sono adeguati ma stringere tutto in due giorni rende l’accesso praticamente impossibile per chi vuole provare tutte le novità. Io, che pure sono entrato alle 10 sabato e tra i primi domenica, non ho potuto sedermi ai tavoli di Asterion/Asmodee e Cranio Creations, quelli con le novità appena uscite, perchè letteralmente presi d’assalto. Allo stesso modo ho dovuto trascurare alcune case editrici perchè materialmente non ho avuto il tempo di visitarle e me ne scuso. Come si può ovviare a questo problema? Aumentando i giorni. Lo dico da anni e mi rendo anche conto che magari il venerdì sarebbe un giorno quasi vuoto e con costi da sostenere ma mi sembra l’unica alternativa praticabile. Magari spostando la data vicino ad un ponte tipo il 25 aprile o il 1 maggio come avviene con successo per il Comicon a Napoli.

Altro problema, più squisitamente professionale, è la gestione degli accrediti stampa. Dopo qualche anno in cui si era trovato un buon sistema si è tornati al punto di partenza. Non c’è un ingresso dedicato agli accrediti come accade per tutti gli eventi anche quelli mastodontici, gli accrediti non sono stati inviati per tempo ed altre piccole indecisioni che sommate tutte insieme costituiscono un quadro decisamente migliorabile. Voglio menzionare anche due cose, secondo me, molto ben fatte. Da un lato l’iniziativa di Pendragon che ha creato uno spazio per gli addetti ai lavori con orari fissi per provare le novità in uscita nei prossimi mesi. E’ ormai una prassi consolidata che mi trova perfettamente d’accordo. Dall’altro lo spazio del Goblin Magnifico il premio istituito dalla Tana Dei Goblin, a parte la qualità dei giochi selezionati ho apprezzato molto le schede riassuntive messe vicino ai tavoli con i pro e i contro di ogni gioco. Essendo giochi per giocatori sicuramente è un’iniziativa molto gradita.

Passo ai giochi che ho provato durante la due giorni di Modena Play 2017. Il primo che ho provato è Guilds of London edito in Italia da Giochix/Giochistarter. Il gioco ci è stato spiegato in maniera molto approssimativa, purtroppo lo spiegatore era impegnato anche in compiti commerciali e quindi si doveva dividere tra tante mansioni differenti. Presumo che qualche errore nella spiegazione ci sia stato. Il gioco soffre, a mio avviso, di un grosso gap in fase iniziale. Ci sono tantissime carte con diverse icone e se non si conoscono tutte è molto difficile giocare quindi all’inizio bisogna imparare tutte le carte. E’ una curva di apprendimento un po’ ripida, per un gioco di 45 minuti con ambientazione piuttosto raffazzonata. Fatte salve le premesse di cui ho detto mi aspettavo di più dall’autore di Snowdonia.

Terraforming Mars

Terraforming Mars

Il secondo gioco è stato The Way of Panda che Pendragon pubblicherà dopo l’estate. Ogni giocatore gestisce un piccolo clan/regno di panda ed in particolare un samurai, un commerciante e un monaco viandante. L’obiettivo è quello di ricostruire una parte di un regno in rovina per mettersi in luce e diventarne il nuovo signore. Ogni personaggio può crescere durante la partita e potenziarsi. Il gioco si basa su un sistema di selezione delle azioni molto interessante. Ci sono diverse livelli di azione che richiedono requisiti e posizione per essere attivati. Ma quando si sceglie un’azione non si possono più prendere quelle precedenti. Un altro aspetto interessante è il board dove ci sono già dei briganti, i nostri eroi dovranno avere il potere per superarli e superandoli bonificano le strade, ma questo renderà il passaggio libero anche per gli altri. E’ un gioco molto strategico e con tante variabili. La prova mi ha lasciato la voglia di giocarci che è già tanto per un gioco a cui si è fatto solo qualche turno.

Prima sosta nello spazio del Goblin Magnifico per provare Tramways un ferroviario con meccaniche di aste e deck building. L’obiettivo è quello di costruire delle linee ferroviarie lungo le quali trasportare i passeggeri. Si parte con un mazzetto di carte pre determinato tramite estrazione casuale o draft. Successivamente ad ogni turno si mettono all’asta delle carte. Il sistema di aste è molto molto interessante e diverso dal solito. Con le carte si costruiscono le tratte, gli edifici, si guadagnano soldi e bonus. A seconda delle destinazioni in cui si mandano i passeggeri e degli edifici che si costruiscono si prendono bonus e risorse. E’ un gioco di cui avevo sentito parlare molto bene e non posso che confermare queste descrizioni, ci siamo divertiti tutti al tavolo.

Ho finito la giornata allo stand della Ghenos. Ho provato Fields of Green e Viticulture. Il primo è un gioco di carte, entry level, che parte da un’intuizione molto interessante. Bisogna costruire la propria fattoria e la posizione in cui si poggiano le carte, che poi sono edifici, è molto importante per l’irrigazione e l’approvvigionamento di grano. Ad ogni turno si pescano sei carte, dalle quattro pile di edifici differenti, e se ne sceglie una. Le restanti si passano al giocatore di sinistra mettendo in moto il classico sistema di draft. Il gioco è indicato per gli amanti dei solitari di gruppo, l’interazione è sostanzialmente assente e ognuno si fa la sua partita. Verso la fine può rallentare un po’ per l’importanza delle carte da scegliere, ma è un filler che può entrare tranquillamente nella ludoteca di chi ama questo tipo di giochi.

Viticulture è un gioco da tavolo ambientato nell’Italia rurale e nel mondo della produzione del vino. E’ tutto basato sul piazzamento lavoratori. E’ un gioco dove ci si muove costantemente in lotta con la penuria di risorse e con le tante cose da fare in rapporto alle poche azioni a disposizione. L’impressione che ne ho ricavato è quella di un gioco da avere nella propria ludoteca. La componentistica è ottima e la grafica di primo livello. Quando uscirà, insieme con l’espansione Toscana, sicuramente lo comprerò.

Tramways

Tramways

La seconda giornata di Modena Play l’ho cominciata nello spazio del Goblin Magnifico per giocare al gettonatissimo Terraforming Mars, che uscirà in edizione italiana per la Ghenos, un gioco che ad Essen ha sbancato. Ho giocato solo qualche turno insieme a qualche amico goblin. Il gioco ruota attorno alla gestione della propria mano di carte, si può decidere tra distribuzione casuale e draft, e bisogna costruire città, zone verdi, laghi, ridurre la temperatura e aumentare la quantità di ossigeno. C’è una buona parte di interazione e tante cose a cui prestare attenzione. L’impressione è quella di gioco molto interessante, molto profondo e assolutamente rigiocabile. A detta di molti il miglior titolo uscito nel 2016 e da quel poco che ho visto la candidatura mi sembra assolutamente condivisibile.

Nuova tappa da Pendragon per provare Xi’An il gioco di Francesco Testini e Marco Legato che uscirà dopo l’estate. E’ un german game che potrà contare su una componentistica di primo livello, cosa piuttosto rara per il gioco di due esordienti. Il nostro obiettivo, come artisti, è quello di contribuire alla costruzione del famoso esercito di terracotta. Ovviamente dovremo fare in modo che le nostre statue spicchino rispetto alle altre per colore e ornamenti. Ogni giocatore ha un mazzo di 24 carte, uguali per tutti, formato da 6 personaggi e tre tipologie di lavoratori con valori da 1 a 6. Ad ogni turno si pescano quattro carte e si giocano due coppie di carte, una per azione, con la carta in alto che stabilisce l’iniziativa e quella in basso che fornisce i bonus o le risorse. Dopo aver stabilito l’ordine di scelta e le risorse ottenute si passa alla scelta delle azioni: costruire, dipingere, acquistare un ornamento o migliorare il proprio prestigio. In totale si faranno dodici azioni in tutta la partita in un gioco dove di cose da fare ce ne sono sempre tante. Mi è sembrato un gioco solido, ben pensato e adatto ai giocatori che cercano un german da completare in un’oretta massimo un’ora e mezza se avete un gruppo afflitto da paralisi da analisi perchè il gioco nell’ultimo turno porta a doversi fare qualche calcolo per ottimizzare le azioni a propria disposizione. Prendete nota e mettetelo nella lista dei giochi da provare e acquistare.

Passaggio nello spazio del 3M per provare Amun-Re di Knizia che è stato ristampato di recente. Il gioco ha tutti i pregi ed i difetti dei giochi del maestro tedesco. Gira come un orologio svizzero e potrebbe, allo stesso tempo, trattare dei metodi di coltivazione nell’Unione Sovietica degli anni sessanta. Un acquisto consigliato se vi state avvicinando adesso al mondo dei giochi da tavolo perchè batte qualsiasi Risiko o Cluedo abbiate giocato in vita vostra, se invece avete già una cospicua ludoteca potete tranquillamente passarlo perchè mostra tutti i suoi anni.

Prima di andare via passo allo stand della GateOnGames per provare le due uscite della casa editrice toscana: La Famiglia e Terra-017. Purtroppo per me, e bene per la casa editrice, i tavoli erano pienissimi e ho beccato al volo solo un paio di posti per La Famiglia. E’ un gioco di carte, filler, dove ogni giocatore deve far progredire la propria famiglia all’interno della malavita americana. Ci sono sei personaggi differenti ognuno con le proprie abilità. Si parte con una mano di quattro carte e ad ogni turno se ne gioca una e se ne pesca un’altra. Le carte si impilano, in due pile differenti, in base al colore della carta precedente. Ogni carta attiva un’abilità ed ha dei valori in termini di punti vittoria e visibilità alle forze dell’ordine. Quando dal mazzo delle carte esce la retata la polizia elimina la pila con maggior visibilità di ogni giocatore, anche se è l’unica, mentre l’altra va a punti. Si giocano tre round e alla fine vince chi ha più punti. C’è interazione tra i giocatori e si conferma una caratteristica dei giochi della GateOnGames, che poi dovrebbe essere una caratteristica dei giochi di carte fatti bene, che è quella delle icone che permettono a tutti al tavolo di capire a che punto sono gli avversari con una semplice occhiata.

Per Modena Play 2017 è tutto. Nei prossimi giorni scriverò un pezzo su una discussione che si è sviluppata sui social dopo la fiera, mi piacerebbe leggere anche la vostra opinione. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate le foto dei giochi che ho provato. Per chi non avesse avuto opportunità di provare questi giochi durante Modena Play vi lascio le recensioni di Lorenzo, Le Case della Follia, The Others e La festa di Odino. Buona Lettura e Buon Gioco.

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