La Festa di Odino, recensione e unboxing

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La Festa di Odino è il nuovo gioco di Uwe Rosenberg uno degli autori più famosi della scena internazionale del gioco da tavolo. Come si può intuire dal titolo si tratta di un gioco ambientato all’epoca dei vichinghi. Ogni giocatore gestirà un piccolo clan vichingo e dovrà farlo prosperare attraverso caccia, pesca, allevamento, esplorazioni varie e un po’ di sano combattimento. La Festa di Odino è un gioco per 1-4 giocatori della durata di due ore belle tranquille. Vi avverto subito che non ho provato il gioco in solitario quindi non so dirvi nulla in proposito. Di sicuro il gioco scala benissimo da 4 a 2.

La Festa di Odino è essenzialmente un gioco di piazzamento lavoratori, ma, come spesso accade con l’autore tedesco, c’è molto altro di contorno. C’è una parte di gestione delle risorse, c’è una parte di mini giochi, di sviluppo della società e c’è persino una sorta di Tetris da fare con le risorse lavorate.

Ogni giocatore gestisce un clan che man mano che vanno avanti i turni, sei o sette a seconda della lunghezza scelta, diventa più numeroso e quindi dà la possibilità di svolgere più azioni. Il turno di gioco a La Festa di Odino è molto semplice. C’è una sorta di check list da seguire molto semplice che permette di svolgere serenamente e senza intoppi tutte le fasi. Il fulcro è la fase di selezione delle azioni.

A partire dal primo giocatore, che può cambiare ad ogni turno, il giocatore sceglie quanti membri del clan impegnare per svolgere una determinata azione. E si procede così di giocatore in giocatore fino a quando tutti non hanno terminato i propri lavoratori/membri del clan.

Un altro fattore sono i vari board presenti. C’è il board di selezione delle azioni che è veramente ampio perché le azioni sono tante, più di sessanta, e ogni tipologia di azione ha quattro livelli differenti che si attivano ponendoci sopra 1, 2, 3 o 4 lavoratori. Da notare che una casella azione è occupabile da un solo clan, e quindi chi prima arriva meglio alloggia, agli altri resteranno, se vogliono fare quell’azione, solo le versioni più o meno potenti della stessa con relativo dispendio di lavoratori.

Poi c’è il board clan con la parte di gestione risorse, le stalle per gli allevamenti, la banchina per le navi e la sala delle feste per La Festa di Odino che si celebra alla fine di ogni turno. Poi ci sono dei mini board con le terre da esplorare, le montagne e le tipologie di abitazioni. Tutte cose che possiamo aggiungere al nostro clan.

All’inizio ogni clan avrà anche delle armi, utili per caccia e pesca principalmente, e delle carte abilità che come accadeva con Agricola serviranno a dare una specifica in più altro nostro clan. Se ne pesca una a partita e amen. Come da costume di Rosenberg ce ne sono una marea. Durante il gioco, poi, si potranno pescare delle carte occupazioni che vanno giocate per ottenere altre abilità e/o bonus.

Il board di selezione delle azioni

Il board di selezione delle azioni

Il regolamento del gioco è molto semplice ma lungo, per non tediarvi andrò a descrivere le particolarità del gioco e non scenderò nei dettagli di ogni singola azione. Innanzitutto ci sono due tipologie di risorse. Quelle naturali già finite che sono pietra, legno, metallo e soldi, poi ci sono quelle lavorabili che hanno quattro livelli differenti che vanno dall’arancione al blu come colorazione. Sono tutte tessere impilate in uno spettacolare contenitore di plastica rigida che velocizza molto il gioco e che va preparato una volta sola in fase di unboxing. Sono risorse di tipo alimentare e/o animale tipo le pellicce.
Le azioni sono di acquisizione e trasformazione risorse, molto semplici per cui non sto qui a dilungarmi. Semplicemente si prendono le risorse oppure se ne cedono alcune per averne delle altre differenti. Ci sono le azioni di esplorazione che riguardano principalmente le montagne e tipicamente si torna indietro con le risorse già pronte, ma anche le migrazioni verso nuove terre che porteranno benefici e spese.

Ci sono poi caccia/pesca e incursioni che richiedono l’uso del dado, delle armi e delle navi a seconda dei casi. Le armi sono di quattro tipi e cambiano a seconda del tipo di azione che scegliamo, ad esempio si va a caccia con l’arco si fanno le incursioni con la spada. Le navi sono di tre grandezze e possono essere delle baleniere o dei Drakkar vichinghi per andare verso l’ignoto. Il tiro di dado si può correggere ritirando, pagando risorse o utilizzando il metallo sulle navi.

Azioni di tipo mercantile sono facilmente intuibili. Detto delle azioni andiamo verso un altro punto focale del gioco di Rosenberg. La griglia per il piazzamento risorse. In questa sezione vi verranno buone tutte le ore passate a giocare a Tetris. Potete posizionare, seguendo regole particolari, le tessere risorsa blu e verdi insieme con metallo, soldi e altro. Le risorse rosse e arancioni, invece si possono utilizzare sulle mini griglie presenti in alcune abitazioni e terre particolari. Coprendo gli spazi di questa griglia si potrà aumentare la rendita per turno, diminuire i malus di fine partita e conquistare delle risorse extra. La particolarità è che i pezzi che andremo ad inserire saranno di vari formati proprio come quelli del Tetris e quindi ci vorrà anche un po’ di abilità per sfruttarli al meglio.

Dulcis in fundo La Festa di Odino che dà il nome al gioco. Non pensavate mica di fare un gioco di Rosenberg senza tassa alimentare? Alla fine di ogni turno c’è da santificare il padre degli dei con un bel banchetto. Il banchetto sarà tanto più sostanzioso quanto più in là saremo con il gioco. Alimenti, rossi e arancioni, e denaro saranno necessari per soddisfare la capricciosa e irascibile divinità nordica. Se non ci riuscite una classica penalità.

Alla fine del sesto o settimo turno si conteggiano i punti che si fanno con navi, possedimenti, edifici, animali, monete, oggetti mitologici e eventuali bonus da carte obiettivo raccattate durante il gioco. Nonostante tutto quello che ho scritto si può dire che La Festa di Odino nasconda ancora delle cose. E’ un gioco mastodontico come possibilità e opportunità.

Una parte dei token risorsa

Una parte dei token risorsa

Io personalmente non ho amato molto la produzione di Rosenberg, se si esclude Patchwork, degli ultimi anni, ma ho trovato La Festa di Odino veramente ottimo. E’ un gioco molto ben costruito, che ha delle regole semplici e che è facile da imparare e difficile da padroneggiare. Cosa che resta sempre la miglior combinazione possibile da augurare ad un gioco. La componentistica è ottima e abbondante, il regolamento è ben scritto e non lascia dubbi, la longevità e la variabilità sono assicurate, la scalabilità è eccellente, l’influenza della fortuna è minima. La dipendenza dalla lingua è stata annullata dall’edizione italiana a cura di Cranio Creations. Come accade spesso nei german game l’interazione tra giocatori è solo indiretta e si limita a sottrarre agli altri le azioni migliori per rapporto efficacia/prezzo. In certi frangenti non è poco, ma è anche tutto quello che abbiamo per rompere le scatole agli avversari. Una piccola chicca per appassionati, c’è un libretto con usi e costumi dei vichinghi.

Se cercate un american game date uno sguardo a “Le Case della Follia seconda edizione” oppure ad un german più rapido come Lorenzo il Magnifico. Sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori trovate una photogallery dedicata a La Festa di Odino. Buona Visione e Buon Gioco.

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