Time Stories, recensione ed unboxing

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Time Stories è sicuramente uno dei giochi da tavolo che più hanno fatto parlare gli appassionati durante il corso del 2016. La Asterion Press pubblica l’edizione italiana di questo gioco cooperativo. Prima di cominciare la recensione vera e propria devo fare un paio di precisazioni. Innanzitutto non farò alcun tipo di spoiler il che vorrà dire che per alcuni aspetti del gioco dovrete fidarvi delle mie parole. Ho giocato e risolto il primo viaggio nel tempo che è il fulcro di Time Stories. In secondo luogo deve essere chiaro che acquistando Time Stories acquistate innanzitutto un sistema di gioco. Ho sentito molti lamentarsi del fatto che una volta terminata la missione che si trova nella scatola base poi bisogna dare via tutto. E’ falso. L’unica parte che, eventualmente, potrete dare via o mettere da parte è il mazzo di carte che permette lo sviluppo della missione. Il resto della componentistica vi servirà per le future missioni che usciranno nel corso dei prossimi mesi, ne sono previste tre, o che potrete scaricare da internet gratuitamente approfittando del lavoro creativo degli appassionati.

Detto questo partiamo con Time Stories che è un gioco da tavolo cooperativo per 1-4 persone. Ogni partita dura intorno all’ora e mezza di gioco a prescindere dal numero di giocatori presenti al tavolo. I giocatori sono agenti temporali che viaggiano tra le varie realtà per impedire lacerazioni del flusso temporale. Per farlo gli agenti prendono letteralmente possesso di persone che vivono nel tempo e nella realtà che devono salvare. Nello specifico della scatola base di Time Stories si tratta di malati di mente visto che l’ambientazione è quella di un manicomio dei primi anni del secolo scorso.

Prendendo possesso di questi ricettacoli ne acquisiscono tutte le abilità e tutti i difetti. Per ogni missione dovranno fare i conti, oltre che con le difficoltà del luogo, anche con lo scorrere del tempo. Ogni movimento e/o azione costerà al gruppo, che si muove sempre unito, delle unità di tempo. Il gruppo si muove unito tra le location ed all’interno delle location ognuno può andare per conto proprio.

Le location sono formate da insiemi di carte che vengono disposte in modo da formare l’immagine stessa della location. Una delle carte, invece, descrive quello che gli agenti vedono. Ogni location ha il suo set di carte. A quel punto si decide come distribuirsi e si girano le carte delle parti di location che vengono visitate. A quel punto ogni giocatore legge la carta e cerca di risolvere il problema che gli si presenta davanti agli occhi. Le azioni sulle location possono portare alla scoperta di nuove parti di mappa, all’acquisizione di oggetti, indizi, alleati e molto altro.

Il board di Time Stories

Il board di Time Stories

Grazie a queste informazioni si progredisce nel corso dell’indagine e si va verso il fallimento, spesso per mancanza di tempo, o il successo. Cosa ha di particolare Time Stories? Perchè ha suscitato così tanto rumore. Molto semplice. La narrazione, la storia, è costruita molto bene. Il girare le carte e tirare dadi, i problemi spesso si risolvono tirando i dadi, può sembrare meccanico ma non lo è. La carta è importante sia per il testo scritto, sia per il visual che mostra, sia per la location dove si trova e per come ci interagisce il gruppo. Tutto, ogni singolo dannato particolare serve a qualcosa, anche solo a far salire la tensione o a costruire la storia.

Alla soluzione della storia si può arrivare in tanti modi diversi, ci sono diverse strade che comprendono tutte o solo alcune delle location. Insomma non c’è un pattern predefinito da seguire.

TIme Stories merita tutto l’hype che ha avuto. E’ un gioco coinvolgente, ricorda molto le avventure punta e clicca che andavano in voga negli anni 90, e ti viene subito voglia di fare una nuova partita. La parte del leone la fa l’ambientazione che è ottima. Il regolamento è molto semplice e dopo una lettura delle regole non ci sarà più grande necessità di riprendere in mano il manuale. La componentistica è buona, le carte sono splendide. Le meccaniche sono elementari ed adeguate al gioco. La longevità e la rigiocabilità meritano delle considerazioni. Se pensate di aver acquistato un sistema di gioco allora la longevità è molto alta, altrimenti è chiaro che la missione che trovate nella scatola base una volta risolta ha come spinta a rigiocarci solo la possibilità di ottenere un risultato migliore. La dipendenza dalla lingua è importante e conviene acquistare la versione italiana di Time Stories. Io personalmente non vedo l’ora che escano le altre missioni e mi metto alla ricerca di missioni fan made.

Vi avviso. E’ importante mantenere l’integrità narrativa del mazzo, non sbirciate le carte, non sottovalutate niente, fate attenzione ad ogni particolare, ogni cosa che c’è nella scatola ha un senso ai fini del gioco e ci sono delle cose che vi serviranno che non sono proprio visibili quando guardate nella scatola per la prima volta :-) Se volete dare un’occhiata a qualcosa, sempre senza spoiler, c’è la photogallery sulla pagina Facebook di Giochi e Giocatori. Se volete vedere le anteprime delle varie case editrici per Lucca Comics and Games potete cominciare a leggere da quella di Uplay.it. Buona Lettura e Buon Gioco.

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4 commenti

  1. Pingback: Lucca Comics and Games 2016: report prima parte

  2. Grazie! Stasera giocheremo la prima partita… è un gioco che non avevo preso in considerazione, ma dopo il tuo articolo… LO VOGLIOOO!!! :)

  3. Pingback: I giochi da tavolo più venduti di ottobre 2016

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